“Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo”

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Sauze d’Oulx: 10 anni di sci senza barriere

Da 10 anni la scuola di Sci di Sauze d’Oulx Project  in associazione con BMW Italia, permette a disabili fisici, intellettivi e sensoriali, di praticare sport all'aria aperta senza le barriere architettoniche contro le quali si scontrano quotidianamente. Paraplegici, teatraplegici, ma anche down, non udenti e non vedenti, e affetti da paralisi spastica: dal 2003 sono stati 600 (dai 4 ai 65 anni) gli atleti che, accompagnati dai maestri della Scuola dopo essere stati dotati degli ausili più appropriati (monosci, bisci, tandem ski, stabilizzatori per amputati, caschi con megafono, ecc.) hanno avuto l'opportunità di lanciarsi di sfrecciare sulle piste innevate
L’iniziativa è nata  proprio per permettere a tutte le persone diversamente abili, di qualsiasi età, di poter intraprendere uno sport come lo sci; inoltre, come del resto tutte le iniziative di questo tipo, viene offerta una grande possibilità di integrazione e di socializzazione fra persone che o per nascita o in seguito a malattie o incidenti si sono trovate a dover condividere la propria vita con una disabilità.
In occasione del decennale sono stati invitati un ospite d’eccezione: Alex Zanardi, tre medaglie alle ultime Paralimpiadi di Londra. L’ex pilota di Formula è testimonial dell’iniziativa fin dalla prima edizione e vi ha sempre aderito con entusiasmo: “ogni anno torno a Sauze d’Oulx, in provincia di Torino, con grande piacere perché mi piace sciare in compagnia di questi ragazzi e dei loro maestri, e soprattutto perché credo nell’utilità e nell’importanza di questo progetto. In molte occasioni mi sono reso conto che queste giornate sulle piste servono ai ragazzi per imparare a superare certe difficoltà, sentirsi più forti e trovare fiducia in se stessi.

Scrivere con gli occhi: oggi si può!

 Il progetto "OCCHI PUNTATI" si prefigge di consentire alle persone paralizzate di poter scrivere attraverso il movimento della pupilla con un kit di eyetracking
'Occhi puntati' si avvale di uno strumento chiamato eyewriter che è frutto di un software open source. L'eye writer, uno strumento che si interfaccia con una microcamera posta su una semplice montatura di occhiali, consente ai disabili di scrivere con gli occhi, utilizzando solamente la pupilla dell'occhio. La telecamera viene puntata sulla pupilla. Poi c'è un software che “passa” alla telecamera l'ordine di seguire i movimenti della pupilla. Infine, c'è un altro software che "interpreta" i movimenti e li trasforma in disegni, linee e lettere. Il promotore del progetto Antonio De Poli spiega l'obiettivo di questa iniziativa. "Fare che ci sia un progetto a costi contenuti, vale a dire 60-70 euro, che permetta attraverso un occhialino, una telecamera e un software adeguato di comunicare con il mondo attraverso una apparecchiatura che è a portata di mano". Lo scopo è di abbattere quel muro che oggi, in qualche modo, isola i disabili più gravi, ad esempio i malati di Sla dal resto del mondo.
Clicca qui per vedere il video che illustra il progetto

Museo Tattile Omero: un esempio da esportare

Il Museo Tattile Statale Omero di Ancona fa conoscere in Russia la sua esperienza  didattica nei servizi educativi e nel campo dell’accessibilità.  Il  20 e 21 febbraio  la Sala Conferenze dell’Unione Museale Espositiva Manezh di Mosca   ha ospitato il secondo seminario italiano rivolto agli operatori in sevizio presso i musei russi dal titolo “Il Museo e il suo rapporto con il pubblico”, un’occasione unica per il Museo Omero di diffondere anche ad un pubblico straniero la sua visione di “Arte accessibile”
L’evento è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Mosca,  in collaborazione con il Governo della capitale russa e il Comitato Russo ICOM (consiglio Internazionale dei Musei), e coinvolge i rappresentanti di alcuni tra i maggiori musei italiani. Insieme all’Omero di Ancona, infatti, hanno partecipato il Polo Museale di Napoli, la Galleria Borghese di Roma, il MART (Museo d’Arte Moderna e Contemporanea) di Trento e Rovereto e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
 I temi del seminario hanno riguardato aspetti tecnico-organizzativi della gestione museale (sistemi interattivi; programmi per le persone con disabilità; attività didattiche ecc.). In particolare, “I ciechi e l’arte: un diritto negato”  è stato il titolo dell’intervento Aldo Grassini, presidente del Museo Omero e Annalisa Trasatti, coordinatrice della struttura marchigiana, ha presentato i “ Laboratori accessibili. Laboratori per tutti”.
Il Museo Omero continuerà a fare scuola: la mostra “La bellezza del tatto” si fermerà in Polonia, per far conoscere l’innovativo progetto didattico dell’istituto anconetano: permettere ai non vedenti di godere delle creazioni dell'arte attraverso il tatto e le suggestioni plurisensoriali extra-visivi.
www.museoomero.it

Disabilità: approvato il primo programma d'azione italiano

Il primo Programma d’azione italiano per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità finalmente è realtà. L’approvazione del programma, spiega una nota del ministero del Lavoro, presso cui ha sede l’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, “segna un importante risultato nel campo delle politiche a favore delle persone con disabilità e arriva dopo l’invio, nel mese di novembre, del Primo Rapporto italiano alle Nazioni Unite sulla implementazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità nel nostro Paese”.

Il testo del programma non è stato ancora reso noto, ma secondo quanto spiegato dalla nota del ministero, ha respiro biennale e individua le aree prioritarie verso cui indirizzare azioni e interventi per la promozione e la tutela dei diritti delle persone con disabilità, in una prospettiva coerente e unitaria, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi generali della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020 e della Convenzione Onu ratificata dall’Italia nel 2009.

Il testo dovrà essere sottoposto a lettura nel Consiglio dei Ministri e al parere della Conferenza Unificata, per poi essere adottato come Decreto del Presidente della Repubblica.

Altro che bamboccioni. I giovani pensano al lavoro

Spesso non si pensa a quanto i giovani siano una componente fragile della società.
Come se non bastassero le sfide tipiche dell’età dello sviluppo, oggi le nuove generazioni sono infatti esposte alle incertezze economiche, sociali e relazionali del mondo contemporaneo.
Ma quali sono gli impedimenti e gli incentivi che i giovani percepiscono nel loro percorso di crescita?
Per rispondere a questa domanda sensoriABILIS, che da anni rivolge la propria attenzione alle barriere visibili e invisibili che ostacolano il vivere positivo, ha promosso nella sua sesta edizione una mappatura delle paure e delle speranze dei ragazzi.
I risultati dell’indagine “Giovani e Futuro: il mondo che vorrei” condotta da Gabriele Micozzi in collaborazione con Confindustria Ancona sono per certi versi sorprendenti. Dai dati raccolti risulta infatti scalfita l’immagine di un mondo giovanile spensierato  e disimpegnato.
Al contrario, i ragazzi percepiscono il proprio sviluppo personale come un percorso ad ostacoli in cui lavoro e malattie sono i più gravi fattori di rischio e dove la famiglia e gli amici i più solidi sostegni.
Il lavoro è il tema centrale per una generazione che in Italia sperimenta un tasso di disoccupazione tra i più alti d’Europa. Gli studenti sembrano allora non avere dubbi: le migliori possibilità si trovano all’estero, e per sfruttarle in pieno si dicono disposti a trasferirsi oltre confine, soprattutto USA e UK, alla ricerca della soddisfazione economica e personale.
Dall’indagine “Giovani e Futuro: il mondo che vorrei” emerge il ritratto di una generazione always online attenta, interessata all’attualità e consapevole degli ostacoli che l’aspettano e dei cambiamenti epocali in corso.
Una generazione di cui parlare ma, soprattutto, con cui parlare.

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